Ricordate quella musica? Dun dun dun, dadadadadà… Se avete vissuto gli anni 90, è impossibile non avere nella testa il tema di Mission: Impossible. Quella melodia ha accompagnato generazioni di appassionati di spionaggio — prima davanti alla televisione, poi finalmente al cinema.
Dalle origini alla TV
Prima che Tom Cruise mettesse piede su un set, Mission: Impossible era già una leggenda. La serie originale, creata da Bruce Geller, andò in onda negli USA dal 1966 al 1973 con ben 7 stagioni. Protagonista indiscusso: Jim Phelps e la sua squadra di agenti dell’Impossible Missions Force (IMF) — cervelli, travestimenti e gadget incredibili in ogni episodio. Già allora era chiaro: questa non era una spy story come le altre.
Gli anni 80 e il “Ritorno”
Negli anni 80, la serie tornò con un revival intitolato in Italia “Il ritorno di Missione Impossibile” (1988–1990), con Peter Graves di nuovo al comando di un nuovo team IMF. Le riprese avvennero in Australia, gli effetti speciali erano migliorati, ma — diciamocelo — gli episodi originali avevano un’anima che era difficile replicare. Un appetitivo perfetto per quello che stava per arrivare.
1996: Ethan Hunt entra in scena
E poi arrivò il 22 maggio 1996. Brian De Palma, il regista di Scarface e Gli intoccabili, porta Mission: Impossible sul grande schermo. Protagonista assoluto: un giovanissimo (e già amatissimo) Tom Cruise nei panni di Ethan Hunt.
La trama è un concentrato di paranoia e adrenalina: l’intera squadra di Ethan viene eliminata durante un’operazione andata storta, e lui si ritrova accusato di essere la talpa. Per dimostrare la propria innocenza, deve fare l’unica cosa sensata — intrufolarsi nella sede della CIA calandosi dal soffitto con una corda, sudore non consentito.
Mission: Impossible del 1996 non è solo un film d’azione — è un manifesto degli anni 90. Eccone i motivi:
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Brian De Palma alla regia: tensione, stile e inquadrature da antologia
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Jon Voight, Emmanuelle Béart e Ving Rhames a completare un cast eccezionale
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La scena del furto alla CIA è entrata nella storia del cinema d’azione
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La colonna sonora di Danny Elfman che reinterpreta il tema originale in chiave rock/orchestrale
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Un finale a bordo di un treno ad alta velocità che ci ha fatto trattenere il fiato
Il film ha incassato centinaia di milioni in tutto il mondo, dando il via a una saga cinematografica che sarebbe arrivata fino al 2025, con un totale di oltre 4 miliardi di dollari al botteghino globale.
Se siete cresciuti con i videoregistratori pieni di cassette VHS e i poster sulle pareti, sapete benissimo cosa significava vedere Mission: Impossible al cinema nel ’96. Era lo spy movie definitivo dell’era pre-Matrix: intelligente, stiloso, adrenalinico. Tom Cruise ci aveva già conquistato con Top Gun, ma qui alzava ancora l’asticella — e non si è più fermato.
“Il nastro si autodistruggerà in cinque secondi.”
Anche i nostri cuori, ogni volta che ricominciava quella musica.




