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Giorni di tuono: il rombo degli anni ’90 che sta per tornare con Tom Cruise

Ci sono film che appartengono talmente tanto a un’epoca da diventare quasi delle capsule del tempo. Non serve nemmeno ricordare perfettamente la trama: basta vedere una macchina da corsa, sentire il rombo di un motore, riconoscere la faccia di Tom Cruise giovane e improvvisamente ci si ritrova catapultati all’inizio degli anni ’90, quando Hollywood costruiva i suoi grandi spettacoli mescolando divi, velocità, musica, adrenalina e una quantità di capelli perfettamente cotonati.

Giorni di tuono, uscito nel 1990 con il titolo originale Days of Thunder, è esattamente questo. Un film di corse automobilistiche diretto da Tony Scott, prodotto da Don Simpson e Jerry Bruckheimer, scritto da Robert Towne con la collaborazione di Tom Cruise e interpretato da Cruise, Robert Duvall, Nicole Kidman, Randy Quaid, Michael Rooker e Cary Elwes.

E adesso, a quasi quarant’anni di distanza, quella storia è pronta a tornare sul grande schermo.

Tom Cruise ha infatti annunciato ufficialmente il sequel di Giorni di tuono, durante un evento NASCAR alla Daytona International Speedway. L’attore tornerà a vestire i panni di Cole Trickle, mentre al suo fianco ci sarà Anne Hathaway, che interpreterà una proprietaria di scuderia e ingegnere. Il nuovo film arriverà nei cinema il 2 giugno 2028, sarà realizzato per IMAX e sarà distribuito anche in formati immersivi come Dolby Cinema e 4DX.

Ed è difficile immaginare un momento più adatto per riportare in pista Cole Trickle.

Giorni di tuono, quando Tom Cruise correva verso il futuro

Nel 1990 Tom Cruise aveva appena attraversato una delle fasi più importanti della sua carriera. Era già il ragazzo di Risky Business, era diventato una superstar internazionale grazie a Top Gun e aveva dimostrato di essere molto più di un semplice idolo hollywoodiano con Nato il quattro luglio, interpretazione che gli aveva procurato la prima candidatura all’Oscar.

Poi arrivò Cole Trickle.

Cole è un giovane pilota proveniente dall’IndyCar che viene portato nel mondo della NASCAR grazie a Tim Daland, interpretato da Randy Quaid. Per trasformare il talento del ragazzo in qualcosa di realmente competitivo, Daland decide di affidarsi a Harry Hogge, leggendario capo meccanico e progettista interpretato da un magnifico Robert Duvall.

Il problema è che Cole ha talento da vendere, ma anche un ego enorme e una certa incapacità di accettare i propri limiti. In pista non vuole semplicemente vincere: vuole dimostrare di essere il migliore. È veloce, aggressivo, arrogante e spesso incapace di ascoltare chi gli sta intorno. La sua rivalità con Rowdy Burns, interpretato da Michael Rooker, diventa così uno degli elementi centrali della storia.

E qui Giorni di tuono mostra chiaramente la sua parentela con Top Gun.

Cambiano gli aerei con le automobili, la pista con il cielo e la competizione militare con quella automobilistica, ma la struttura è sorprendentemente simile: un giovane talento ribelle, un ambiente altamente competitivo, un mentore esperto, un rivale apparentemente insopportabile, una tragedia che costringe il protagonista a cambiare e una grande sfida finale nella quale dimostrare di essere diventato un uomo diverso.

Non è un caso che ancora oggi il film venga spesso descritto come una sorta di “Top Gun su quattro ruote”. Anche la produzione aveva alle spalle praticamente la stessa macchina hollywoodiana: Jerry Bruckheimer e Don Simpson, con Tony Scott alla regia e Tom Cruise come protagonista.

Tony Scott trasforma la NASCAR in un videoclip gigante

La cosa che più colpisce riguardando Giorni di tuono oggi è probabilmente la regia di Tony Scott.

Il mondo delle corse viene rappresentato attraverso colori saturi, montaggio rapidissimo, inquadrature spettacolari, primi piani sui piloti, dettagli dei motori, pneumatici che fumano e macchine che sembrano muoversi a velocità impossibili.

È cinema americano allo stato puro, quello degli anni in cui un film non doveva necessariamente essere realistico per essere credibile. Doveva essere spettacolare.

Scott non vuole realizzare un documentario sulla NASCAR. Vuole trasformare il circuito in un’arena cinematografica. Le automobili diventano quasi personaggi, il rumore dei motori diventa parte della colonna sonora e ogni gara sembra una battaglia.

A rendere ancora più riconoscibile l’atmosfera ci pensa la musica di Hans Zimmer, uno dei nomi destinati a diventare fondamentali nel cinema hollywoodiano degli anni successivi.

Il risultato è un film che ancora oggi possiede una precisa identità visiva. Può sembrare esagerato, sopra le righe e persino ingenuo, ma è proprio questa esagerazione a renderlo così rappresentativo di quel periodo.

La frase che è diventata leggenda: “Rubbin’ is racin’”

Se c’è una frase associata indissolubilmente a Giorni di tuono, è quella pronunciata da Harry Hogge:

“Rubbin’ is racin’.”

In italiano il concetto è quello del celebre “sfiorarsi”, “toccare”, entrare in contatto con l’avversario perché, in fondo, nelle corse il contatto fa parte del gioco.

La battuta è diventata una delle più ricordate dai fan del film e, secondo l’Associated Press, è ancora oggi citata dagli appassionati NASCAR.

È una frase che riassume perfettamente lo spirito di Giorni di tuono: la corsa non è elegante, ordinata o sicura. È sporca, rumorosa, fisica e pericolosa.

Ed è proprio questo uno degli elementi che oggi potrebbe rendere interessante un nuovo capitolo.

Tom Cruise e Nicole Kidman: il film che fece nascere una delle coppie più celebri di Hollywood

C’è poi un’altra ragione per cui Giorni di tuono occupa un posto particolare nella storia del cinema degli anni ’90.

Sul set Tom Cruise incontrò Nicole Kidman, che interpreta la neurochirurga Claire Lewicki.

Per Kidman si trattava di uno dei primi grandi ruoli hollywoodiani destinati a farla conoscere al pubblico internazionale. Tra i due nacque una relazione che sarebbe diventata una delle più osservate dai media e che portò al matrimonio nel dicembre dello stesso anno.

Giorni di tuono fu inoltre il primo dei tre film interpretati insieme da Cruise e Kidman. Gli altri sarebbero stati Cuori ribelli e, quasi dieci anni più tardi, Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick.

Oggi, naturalmente, il film viene inevitabilmente guardato anche attraverso questa prospettiva. Ma all’epoca era semplicemente uno dei grandi blockbuster americani dell’estate.

Non fu un successo da poco

Quando arrivò al cinema, Giorni di tuono non convinse particolarmente la critica, che gli rimproverò soprattutto di essere troppo simile a Top Gun. Il pubblico, però, rispose comunque bene.

Il film incassò circa 157,9 milioni di dollari nel mondo, a fronte di un budget di circa 60 milioni.

Non fu quindi il fenomeno planetario di Top Gun, ma nemmeno un fallimento.

Con il passare degli anni, inoltre, il film ha costruito una propria reputazione e soprattutto un pubblico affezionato. La NASCAR lo ha progressivamente trasformato in un piccolo oggetto di culto, nonostante alcune delle sue esagerazioni cinematografiche siano state spesso prese in giro dagli stessi ambienti delle corse.

Ed è proprio questo il bello dei film degli anni ’80 e dei primi anni ’90: alcuni non hanno bisogno di essere considerati capolavori per rimanere nella memoria.

Cole Trickle è pronto a tornare

E arriviamo alla notizia che ha riacceso tutto.

Dopo mesi di indiscrezioni, il 29 agosto 2026 Tom Cruise ha annunciato ufficialmente il sequel di Days of Thunder. L’annuncio è arrivato proprio a Daytona, nel cuore della NASCAR, e non durante una tradizionale conferenza stampa hollywoodiana.

È una scelta tutt’altro che casuale.

Cruise ha spiegato che il nuovo film non sarà semplicemente una storia di automobili e velocità, ma vuole raccontare anche la comunità NASCAR, le persone che lavorano nel mondo delle corse e la cultura che circonda questo sport.

Il protagonista sarà ancora una volta Cole Trickle.

E questa è probabilmente la domanda più interessante di tutte: chi è diventato Cole dopo quasi quarant’anni?

Nel 1990 era un ragazzo disposto a rischiare tutto pur di dimostrare il proprio valore. Nel 2028 Tom Cruise avrà 66 anni e il suo personaggio dovrà necessariamente appartenere a un’altra fase della vita.

Non avrebbe senso raccontare semplicemente un Cole Trickle sessantenne che si comporta come il ventottenne del primo film.

La vera possibilità narrativa è quella di trasformarlo da pilota a mentore, proprietario di una squadra o figura leggendaria del mondo NASCAR, magari costretto a tornare in pista per una situazione particolare.

Per il momento, però, la trama è ancora tenuta rigorosamente segreta.

Anne Hathaway entra nel mondo di Cole Trickle

La prima grande novità del sequel è Anne Hathaway.

L’attrice interpreterà una proprietaria di scuderia e ingegnere, un personaggio che potrebbe avere un ruolo fondamentale nel nuovo capitolo. Sarà inoltre la prima volta che Hathaway e Cruise lavoreranno insieme sul grande schermo.

La scelta è interessante perché permette al nuovo film di non limitarsi a riproporre il passato.

Hathaway potrebbe rappresentare la nuova generazione del mondo delle corse, mentre Cole Trickle diventerebbe il collegamento con quella precedente. Non è ancora stato spiegato se tra i due ci sarà un rapporto professionale, una rivalità o una collaborazione, quindi qualsiasi ipotesi sulla trama sarebbe prematura.

Ma il contrasto generazionale potrebbe essere uno degli elementi più interessanti del film.

E gli altri personaggi?

Qui comincia la parte più intrigante per chi ha amato il film originale.

Per ora sono stati confermati Tom Cruise e Anne Hathaway, mentre non sono stati annunciati ufficialmente ritorni degli altri protagonisti.

E naturalmente manca soprattutto una risposta alla domanda che molti fan si stanno già facendo: che fine ha fatto Cole Trickle dopo il 1990?

Il primo film aveva lasciato il personaggio in una situazione di grande affermazione professionale, dopo aver superato i propri limiti e aver affrontato la rivalità con Russ Wheeler e la tragedia che aveva coinvolto Rowdy Burns.

Un sequel ambientato quasi quarant’anni dopo avrebbe quindi l’opportunità di raccontare tutto quello che è successo nel frattempo.

Potrebbe essere la storia di un uomo che ha passato una vita dentro le corse e che ora deve capire se ha ancora qualcosa da dimostrare oppure se il suo ruolo è diventato quello di trasmettere la propria esperienza a qualcun altro.

Dietro la macchina da presa non ci sarà Tony Scott

C’è però una grande assenza impossibile da ignorare.

Tony Scott è morto nel 2012, quindi il nuovo film non potrà naturalmente avere la stessa mano visiva dell’originale.

Alla regia è stato scelto Jonathan Levine, mentre la sceneggiatura sarà firmata da Will Staples. Tom Cruise tornerà anche come produttore insieme a Jerry Bruckheimer e Tommy Harper.

La presenza di Bruckheimer è però importante perché crea una continuità diretta con il film del 1990.

E c’è un’altra continuità che farà inevitabilmente discutere: il ritorno di Cruise dopo il successo enorme di Top Gun: Maverick.

Dopo Top Gun: Maverick, Cruise prova a ripetere il miracolo

Il paragone con Top Gun: Maverick è praticamente inevitabile.

Nel 2022 Tom Cruise aveva riportato al cinema Pete “Maverick” Mitchell a distanza di 36 anni dal film originale. Il risultato fu clamoroso: oltre 1,5 miliardi di dollari di incasso mondiale e una candidatura all’Oscar come miglior film.

Ora Hollywood prova a fare qualcosa di simile con un altro personaggio della sua carriera.

La differenza è che Top Gun è sempre stato un fenomeno popolare enorme, mentre Giorni di tuono ha avuto una storia diversa. È un film ricordato con affetto soprattutto da chi è cresciuto tra videocassette, televisione, videogiochi e automobili da corsa.

Proprio per questo il sequel potrebbe essere una delle operazioni nostalgiche più interessanti dei prossimi anni.

Nel 2028 torneranno i motori, ma il mondo sarà completamente diverso

Il vero fascino del nuovo Giorni di tuono potrebbe essere proprio il contrasto tra passato e presente.

Nel 1990 la NASCAR era un mondo molto diverso. Non esistevano social network, streaming, YouTube, smartphone e videogiochi capaci di riprodurre realisticamente ogni circuito del pianeta.

Il pubblico conosceva i piloti soprattutto attraverso la televisione, le riviste specializzate e le immagini delle gare.

Oggi tutto è cambiato.

Le corse sono diventate un prodotto globale, i piloti sono vere celebrità digitali e la tecnologia ha trasformato completamente le automobili e il modo di raccontare lo sport.

In mezzo a tutto questo ci sarà ancora Cole Trickle.

Un personaggio nato in un’epoca in cui Tom Cruise era semplicemente una delle giovani superstar di Hollywood e che ora tornerà interpretato dallo stesso attore, quasi quarant’anni dopo.

Il ritorno di un’altra icona degli anni ’90?

La cosa forse più affascinante è che Tom Cruise sembra avere ormai deciso di guardare sempre più spesso alla propria storia cinematografica.

Prima Top Gun, poi Mission: Impossible, e ora Giorni di tuono. La differenza è che Cruise non sembra interessato a trasformare i suoi vecchi personaggi in semplici operazioni nostalgia.

Il suo cinema degli ultimi anni è costruito sull’idea di fare davvero qualcosa che il pubblico non si aspetta.

E infatti, parlando del nuovo Giorni di tuono, l’attore ha già promesso velocità, pericolo e grande spettacolo, ma soprattutto un’immersione nella cultura NASCAR. Il film sarà inoltre girato pensando agli schermi IMAX, una scelta che lascia immaginare gare ancora più spettacolari rispetto all’originale.

Resta quindi da capire quale sarà la formula.

Potrebbe essere un semplice sequel nostalgico, con Cole Trickle che torna al volante per l’ultima grande sfida. Oppure potrebbe diventare qualcosa di più interessante: la storia di un campione invecchiato che deve trovare un nuovo significato alla propria vita attraverso una nuova generazione di piloti.

Una cosa è certa: il rombo tornerà

Per chi è cresciuto negli anni ’80 e nei primi anni ’90, Giorni di tuono non è soltanto un film sulle corse.

È Tom Cruise con la tuta da pilota, è Robert Duvall che costruisce macchine da corsa, è Nicole Kidman nel suo primo grande incontro con Hollywood, è Hans Zimmer, sono i colori esagerati di Tony Scott, sono le auto che sfrecciano sullo schermo e sono quelle videocassette che finivano inevitabilmente consumate dopo decine di visioni.

È anche uno di quei film che raccontano un’epoca in cui Hollywood aveva ancora il coraggio di trasformare qualsiasi cosa in un grande spettacolo.

Adesso Cole Trickle torna in pista.

Il nuovo Giorni di tuono è atteso nelle sale il 2 giugno 2028, con Tom Cruise nuovamente protagonista e Anne Hathaway al suo fianco. Jonathan Levine dirigerà il film, Jerry Bruckheimer tornerà alla produzione e il progetto sarà realizzato per IMAX.

Quasi quarant’anni dopo, il mondo è cambiato, Tom Cruise è cambiato e anche la NASCAR è cambiata.

Ma una cosa potrebbe essere rimasta esattamente la stessa.

Quando Cole Trickle accende il motore, il rumore è ancora quello.

E forse è proprio questo il motivo per cui, nel 2028, saremo tutti curiosi di sentire nuovamente quel rombo.

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