Willy, il principe di Bel-Air segna l’inizio della decade, uscito in america esattamente nel 1990 e arrivato sulle nostre tv nel 1993.
Impertinente e divertente Will Smith porta a Bel-Air l’umorismo di strada. Quando un ragazzo di strada di Philadelfia si trasferisce sulla West Coast in un quartiere ancora più elitario del 90210, lo scontro culturale è assicurato, regalandoci una sitcom con i baffi.
Will Smith ai tempi della serie tv aveva già vinto un Grammy come artista rap e divenne famoso come l’arguto e sveglio adolescente di città spedito a vivere con parenti benestanti in un’area così esclusiva da ricevere la visita di un ex presidente per qualche saluto natalizio.
La sigla era cantata come un veloce rap, e l’appuntamento davanti al televisore era proprio irrinunciabile, assolutamente azzeccata la versione italiana della sigla.
La versione originale intitolata Yo Home to Bel-Air è stata scritta ed eseguita da Smith e la musica composta dal grande produttore Quincy. Nella versione italiana l’adattamento del testo è stato curato da Edoardo Nevola con la collaborazione di Rossella Izzo e cantata dallo stesso Edoardo Nevola. Esistono due versioni della sigla italiana, la prima in cui il protagonista dice “Willy il nero, lo svitato di Bel-Air” ed un’altra, successiva, in cui dice “Il principe Willy, lo svitato di Bel-Air”.
La serie, che ha lanciato Will Smith prima nell’olimpo televisivo e a seguire del cinema si sviluppa su un totale di sei stagioni, numerose repliche in tutte le salse e un grandissimo successo a livello mondiale.
Alcune voci che davano per certo un remake, ma lo stesso Smith ha smentito la notizia, negando la possibilità di un ritorno sul piccolo schermo.
Non so voi, ma il mio personaggio preferito della serie è senza dubbi Carlton, ricco e viziato, diventato da subito la spalla comica per eccellenza, assurdi e iconici i suoi balletti a ritmo di Tom Jones.
Nella serie troviamo anche Jazzy Jeff (Jeffrey Allen Townes) che insieme a Will Smith ha formato il duo hip-hop dal nome DJ Jazzy Jeffy Jeff & The Fresh Prince.
Willy il Principe di Bel-Air in origine avrebbe dovuto rappresentare lo scontro fra la realtà del ghetto e il lusso di un quartiere dorato, mettendo a fuoco tutte le tematiche sociali e razziali di un mondo che continua ad etichettarti per il colore della pelle e non per il tuo valore personale.
Lo scontro fra la strada e i ricchi borghesi contemporanei, sono rappresentati però in un modo leggero e diverse, Willy si trasferisce dagli zii per alcuni “guai con dei vichinghi”, la madre è preoccupata e lo spedisce dai suoi ricchi zii sperando che questi possano dargli più possibilità di quanto lei da sola non potrà mai dargliene.
Willy il Principe di Bel-Air, ha tentato di mescolare le carte del piccolo schermo dell’epoca, ha anticipato moltissime delle cose che sarebbero venute in seguito, risultando ancora oggi attuale in questo.
Nessuno non potra sorridere alla leggendaria “Carlton Dance”, alle influenze musicali della sigla, allo stile tipico anni 90 e ribelle del suo protagonista, tutte cose che ci sono rimaste nel cuore e che col tempo hanno assunto un valore sempre più profondo anche per le nuove generazioni.
