Gli sconvolgimenti giudiziari, politici e sociali di quel triennio sono raccontati attraverso personaggi fittizi, come lo spregiudicato pubblicitario Leonardo Notte (Stefano Accorsi), il giovane leghista Pietro Bosco (Guido Caprino) e l’ambiziosa showgirl Veronica Castello (Miriam Leone), e alcuni tra i protagonisti reali della storia politica italiana, come il magistrato Antonio Di Pietro (interpretato da Antonio Gerardi) e il futuro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (Paolo Pierobon).
1992, 1993, 1994 sono le serie Sky Original prodotte da Wildside e dirette da Giuseppe Gagliardi.
I destini di questi personaggi sono strettamente – spesso surrealmente – intrecciati tra loro, tra Milano e Roma, su uno sfondo che vede tra i suoi personaggi secondari – oltre ai sopracitati Dell’Utri e Di Pietro -,i nomi storici di Silvio Berlusconi, Gherardo Colombo, Saverio Borrelli, Umberto Bossi e tanti altri.
Ma anche altri nomi fittizi. Ad esempio, Michele Mainardi (Tommaso Ragno), padre di Bibi, è l’amante di Veronica e al contempo l’oggetto della vendicativa indagine condotta da Pastore. Vendicativa perché il giovane ha contratto l’HIV, assieme ad altre sessantamila persone, con una trasfusione di sangue proveniente da sacche infette dell’azienda sanitaria dell’imprenditore milanese. Bibi sarà amante di Pastore e di Notte, che diverrà a sua volta amante della Castello. Che farà però perdere la testa anche a Bosco…
Già da qui si percepisce il rischio di atmosfera da soap che da subito corrompe la credibilità della serie. 1992 lancia l’ambiziosa sfida di confrontarsi con il recente passato del paese. Confronto che segue l’uscita di Romanzo Criminale e poi sopratutto di Gomorra, entrambe grandi produzioni Sky, tratte dalla cronaca criminale più significativa degli ultimi decenni (Banda della Magliana e Camorra). 1992 e successive sono un’inedita e audace mescolanza di generi, che vanno per l’appunto dal crime al politico e al sentimentale. Mescolanza non sempre riuscita, anzi spesso piena di imbarazzanti e sgangherate lacune in sceneggiatura.
Basti pensare all’oscuro passato del giovane Notte (anche la scelta dei cognomi – Notte, Pastore, Bosco, Castello – è ingenuamente significativa o, se si vuole, significativamente naïve): leader contestatario dell’estrema sinistra studentesca, viene arrestato per il possesso illegale di una pistola e subdolamente costretto dalle forze dell’ordine a smerciare eroina tra i suoi compagni rivoltosi…
