Nel 1995 Nintendo lancia il Virtual Boy, concepito sotto la direzione di Gunpei Yokoi della divisione R&D1. L’idea era quella di spingere in avanti il concetto di realtà virtuale / stereoscopia nei videogiochi, offrendo un’esperienza tridimensionale che, all’epoca, sembrava futuristica.
Al lancio l’estetica del dispositivo era molto particolare: schermo monocromatico (rosso/nero), struttura rigida, visore che andava fissato su una specie di stand. Non era “portatile” nel senso moderno, bensì più un visore da tavolo/piatto, con limitazioni tecniche notevoli.
Il fallimento: cosa non ha funzionato
Vari fattori hanno contribuito al flop del Virtual Boy:
Prezzo e posizionamento: inizialmente venduto negli USA a 180 dollari nel 1995. Era più costoso di molte console a 16-bit dell’epoca, benché meno costoso di alcune console della generazione che stava emergendo (Saturn, PlayStation).
Libreria ridotta e giochi non all’altezza: pochi titoli, spesso con un uso limitato del potenziale 3D. Alcuni giochi buoni, ma la varietà scarsa.
Design limitante: lo schermo monocromatico non soddisfaceva le aspettative visive di molti, il visore stancava la vista, l’ergonomia non era ottimale.
Attese molto alte / concorrenza in arrivo: il mercato stava già evolvendo con console più potenti, giochi più colorati, migliori prestazioni grafiche. Il Virtual Boy arrivò probabilmente troppo presto per la tecnologia dell’epoca.
Per tutta questa serie di ragioni, le vendite furono molto inferiori alle aspettative: si stima che furono vendute circa 770.000 unità nel mondo entro marzo 1996, contro un obiettivo che pare fosse attorno ai 3 milioni.
Prezzi al passato: quanto costava / quanto vale oggi
Il prezzo originale di lancio negli USA fu 180 USD nel 1995.
In termini di inflazione, quell’importo oggi corrisponderebbe a qualche centinaio di dollari (varia a seconda del tasso usato) — un prezzo non banale per un prodotto di nicchia perché con caratteristiche limitate.
Col tempo, le console Virtual Boy, specialmente se complete, con scatola o in condizioni buone, sono diventate oggetti da collezione. I prezzi possono raggiungere cifre piuttosto alte nei mercatini, aste online o negozi di retro gaming. Ad esempio, un’unità “completa” in buone condizioni in Italia può costare attorno ai €550 su mercati specializzati.
Alcuni titoli rari per Virtual Boy sono valutati decine di migliaia di dollari a causa della loro rarità, specialmente se siamo in presenza di copie “boxed” o complete.
Il ritorno: Virtual Boy “ri-vive” su Switch
Recentemente Nintendo ha annunciato che il Virtual Boy farà il suo ritorno non come nuova console indipendente, ma in forma di accessorio / add-on per Nintendo Switch e Switch 2 e tramite un servizio chiamato Virtual Boy – Nintendo Classics.
Come funzionerà
I giochi classici del Virtual Boy (una selezione) saranno disponibili dal 17 febbraio 2026 per gli abbonati al servizio Nintendo Switch Online + Pacchetto aggiuntivo.
Per giocare, sarà necessario un accessorio: ci saranno due versioni:
Versione premium, fatta in plastica/metallo, che replica fedelmente il visore originale.
Versione economica, più semplice, realizzata in cartone, simile per concetto agli accessori di Nintendo Labo.
Il visore/accessorio premium costerà €79,99 in Italia.
La versione economica in cartone costerà €19,99.
Il Virtual Boy, pur essendo stato uno dei più grandi insuccessi commerciali di Nintendo, ha sempre avuto un’aura particolare: per chi lo ricorda, per i collezionisti, per chi è affascinato dall’idea “e se la realtà virtuale fosse stata un po’ diversa allora”.
Il ritorno ora attraverso Switch sembra pensato per sfruttare proprio questa nostalgia, ma anche per offrire valore: prezzi relativamente contenuti, modalità moderne, senza imporre a chi lo prova di comprarsi un hardware costoso o raro.
Ne avevamo bisogno? Sinceramente no.
