Data di oggi: 14 Marzo 1994.
Schindler’s List di Steven Spielberg è uscito nel 1993 e in questi mesi sta raccogliendo premi su premi (già sette nomination agli Oscar, e secondo me li vincerà tutti!). Ma soprattutto sta lasciando il segno in chiunque lo veda.
Il film racconta la vera storia di Oskar Schindler, un imprenditore tedesco che durante la Seconda Guerra Mondiale riuscì a salvare oltre 1.100 ebrei dal genocidio nazista, impiegandoli nelle sue fabbriche. All’inizio era un uomo d’affari opportunista, interessato solo al profitto. Poi qualcosa in lui cambiò. Liam Neeson è straordinario nel ruolo di Schindler — riesce a farti credere ogni singola trasformazione del suo personaggio. E Ben Kingsley come Itzhak Stern è semplicemente perfetto. Ma il vero brivido lo dà Ralph Fiennes nei panni del crudele Amon Göth: un villain agghiacciante, il tipo di personaggio che non riesci a toglierti dalla testa.
Il bianco e nero: una scelta GENIALE
Spielberg ha girato tutto in bianco e nero. All’inizio pensavo fosse una scelta strana per un regista che ci ha abituati agli effetti speciali di Jurassic Park (uscito lo stesso anno!!). Invece no — il bianco e nero dà al film una sensazione quasi documentaristica, come se stessi guardando filmati d’archivio reali. Ti dimentichi di essere al cinema. E poi c’è lei: la bambina col cappotto rosso. L’unico elemento a colori in tutto il film. Non vi dico altro — dovete vederla con i vostri occhi.
Tre ore che passano in un secondo
Sì, il film dura quasi tre ore e quindici minuti. Eppure non ci si annoia mai. La tensione è sempre altissima, la storia ti prende per il bavero e non ti molla più. Vi avverto però: portate i fazzoletti. Tanti. La scena finale, quando Schindler capisce quanto avrebbe potuto fare di più… io ho pianto come non piangevo da anni, e non me ne vergogno per niente.
Spielberg ha fatto un capolavoro? SÌ. Senza alcun dubbio. Questo non è solo un film sulla Shoah — è un film sulla coscienza umana, sulla scelta di agire quando sarebbe più comodo guardare dall’altra parte. È un film necessario.
Se avete un Videotel o leggete questo su uno dei nuovi provider Internet come Compuserve o AOL, passate parola: questo film va visto assolutamente.




