C’è un’atmosfera di malinconia nel mondo della musica dal vivo e della cultura pop: MTV, l’icona che ha definito intere generazioni con videoclip, countdown e original programming musicale, sta ritirando i suoi canali dedicati alla musica in molti paesi europei. È davvero la fine di un’epoca?
Il cambiamento che sta arrivando
Secondo varie fonti, a partire dal 31 dicembre diversi paesi europei assisteranno alla chiusura completa dei canali musicali MTV: non solo le versioni “80s”, “90s”, “00s”, ma anche altri che rotate solo videoclip. Regno Unito, Polonia, Ungheria, e la zona del Benelux sono stati menzionati esplicitamente tra i territori interessati.
L’unica eccezione significativa è l’Italia, dove MTV Music continuerà le sue trasmissioni, affiancato dal flagship di MTV focalizzato però quasi esclusivamente su programmi d’intrattenimento che poco hanno a che fare con la musica.
Perché MTV si sta ritirando dal video musicale “lineare”
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Cambiamenti nei consumi: il modo di fruire musica è cambiato radicalmente. Streaming, YouTube, TikTok e piattaforme analoghe hanno scalzato la televisione come primo luogo dove ascoltare nuovi brani o guardare video musicali.
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Strategia aziendale: MTV non è più solo musica da anni. Il brand è passato – gradualmente – a includere molta più programmazione basata su reality, documentari, show di intrattenimento, programmi di “realtà sociale” e simili. Il focus è cambiato, mentre il mercato richiede ottimizzazione delle risorse.
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Efficienza economica: mantenere canali che trasmettono solo videoclip può essere meno redditizio, soprattutto se l’audience cala, mentre le risorse possono essere ridirette verso contenuti dove il ritorno è maggiore. Inoltre, la fusione/espansione di gruppi mediatici come Paramount Skydance suggerisce una spinta verso semplificazione e concentrazione.
Cosa perdiamo, cosa resta
Chi è cresciuto nei ‘90 o nei primi anni 2000 – o anche solo chi ha passato ore davanti a MTV – sa cosa significa: non è solo la musica che si spegne, ma anche un’esperienza collettiva. MTV era uno snodo culturale: lanciare artisti, definire le mode, permettere agli spettatori di scoprire video che non avrebbero incontrato altrove. Quel ruolo ora lo assume – parzialmente – il web.
D’altro lato, restano elementi che sopravvivono: in molti paesi il brand MTV non sparisce, ma cambia pelle. I contenuti di intrattenimento continueranno, così come manifestazioni legate alla musica (anche se in forma diversa). E in Italia, per ora, MTV Music rimane.
È davvero “la fine di un’era”?
Dipende da come la definiremo “era”. Se l’era della TV musicale come cuore pulsante della scoperta è quella che vogliamo ricordare, allora sì, stiamo vedendo la fine. Ma un’era può cambiare forma senza scomparire del tutto: la scoperta musicale non muore, si sposta, si adatta.
In un mondo in cui tutti hanno uno smartphone, una connessione internet e centinaia di piattaforme a disposizione, la fruizione diventa più personale, più immediata, meno mediata. MTV non è più necessario per “mettere in contatto” l’artista con l’ascoltatore, ma lo è ancora come marchio, come soggetto culturale, come memoria.
Bei tempi quando tutti dicevano “I Want My Mtv”!




