Dalla seconda metà degli anni 80 fino alla prima metà dei 90, nello stato di Washington, precisamente a Seattle, nasce e si sviluppa una nuova corrente musicale: il grunge.
Il sound ha le radici da una situazione americana problematica, fatta di povertà, disoccupazione e droga. Le droghe pesanti, soprattutto l’eroina, si diffusero a macchia d’olio in tutta la decade degli anni novanta.
I Melvins, band di Aberdeen sono considerati i genitori del grunge, insieme ai Green River (band di Seattle) che insieme gettano le basi di un genere che negli anni successivi avrà un successo planetario. Il termine “Grunge” fu inventato dal cantante della band dei Green River, Mark Arm, per definire il genere, letteralmente “sporco”.
Le altre band principali che costruiscono e fanno crescere questo suono sono i Soundgarden, Mother Love Bone e Mudhoney, Nirvana, Alice in Chains e Pearl Jam.
Fattore comune per tutte le band? La provenienza. Seattle e dintorni diventano la mecca di questo nuovo genere musicale, che però durò per pochi anni.
Il suono nasceva in garage e cantine, che generava un suono ben identificabile, con le chitarre distorte a tutto volume, voci sofferenti, cambi di ritmo e la rabbia di questa nuova generazione di artisti. Testi che parlavano di autodistruzione, di apatia, dello sdegno, lo schifo per tutto e tutti.
Chiare le influenze dall’heavy metal e punk, dei quali condividono aggressività e le chitarre distorte molto grezze. I cantanti rappresentavano una generazione, mediante i testi basati su temi pesanti quali depressione, pessimismo, nichilismo, apatia, esclusione sociale fino ad arrivare a una sorta di “pulsione suicida”. Tutt’altro che un genere allegro, per intenderci.
Il successo di questo genere fu dovuto anche all’espozione mediatica fatta da MTV, il canale trasmise ripetutamente il singolo dei Nirvana “Smells Like Teen Spirit” che permise alla band di ottenere un successo incredibile e di arrivare nelle vette delle classifiche di tutto il mondo.
Le major discografiche capirono subito la potenza del suond di Seattle, assoldando tutte le band possibili e disponibilli.
Il successo del disco “Nevermind” rese il Grunge una moda, diventando mainstream e catturando di conseguenza anche ascoltatori che seguirono prevalentemente la sua popolarità.
Il grunge arrivò anche al cinema con il film “Singles”, ambientato a Seattle, nel film troviamo anche i protagonisti del movimento come Chris Cornell dei Soundgarden, Eddie Vedder e Layne Staley leader degli Alice in Chains.
Il movimento che era nato underground, diventando ben presto mainstream e portò influenze anche nella moda, come le popolari camicie a quadri in flanella, i jeans strappanti e le scarpe da ginnastica Converse.
Il Grunge nato come rivoluzione nella quale esprimere il proprio disappunto, con la fama raggiunse l’intero pianeta, ando a perdere lo spirito rivoluzionario iniziale.
La morte di Kurt Cobain nel 1994, il successivo scioglimento dei Soundgarden nel 1997 e la morte nel 2002 del frontman degli Alice in Chains, Layne Staley, morto per overdose di eroina, porto velocemente alla fine del genere musicale.
Quello che rimane di quel periodo sono i Pearl Jam, che come altre band del periodo hanno sperimentato nuove sonorità lontane da quelle grezze del grunge.
Kurt Cobain, nell’ultima sua lettera, scrive:
“Io non provo più emozioni nell’ascoltare musica e nemmeno nel crearla e nel leggere e nello scrivere da troppi anni ormai. Questo mi fa sentire terribilmente colpevole […] Il fatto è che io non posso imbrogliarvi, nessuno di voi. Semplicemente non sarebbe giusto nei vostri confronti né nei miei. Il peggior crimine che mi possa venire in mente è quello di fingere e far credere che io mi stia divertendo al 100%. A volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino ogni volta che salgo sul palco. Ho provato tutto quello che è in mio potere per apprezzare questo…”
