Ghost è il film che ha fissato nell’immaginario collettivo l’idea di un amore che attraversa il confine tra vita e aldilà, diventando uno dei simboli culturali più riconoscibili dei primi anni 90. Uscito nel luglio 1990 e diretto da Jerry Zucker, ha unito melò, suspense e una comicità calibrata, conquistando pubblico e mercato come pochi altri titoli dell’epoca.
La storia e il successo
Sam Wheat, giovane banchiere assassinato, resta come spirito per proteggere la sua compagna Molly Jensen e smascherare il complotto che ha causato la sua morte, affidandosi alla medium Oda Mae Brown per comunicare con i vivi. Il loro “ditto” come dichiarazione d’amore e la trasparenza emotiva di questa storia hanno reso il racconto immediatamente universale per chi c’era allora e per chi l’ha scoperto in seguito.
Con 505,7 milioni di dollari al botteghino mondiale a fronte di un budget di circa 22 milioni, Ghost è stato il film con l’incasso globale più alto del 1990 e, all’epoca, il terzo maggiore di sempre. Dopo un’apertura dietro Die Hard 2, rimase a lungo in vetta e sfondò anche in mercati come Regno Unito e Australia, consolidando un fenomeno ben oltre i confini statunitensi.
Agli Oscar 1991 ottenne cinque candidature e vinse due statuette: Miglior attrice non protagonista a Whoopi Goldberg e Miglior sceneggiatura originale a Bruce Joel Rubin, a conferma dello straordinario equilibrio tra scrittura e interpretazioni. Le restanti nomination furono per Miglior film, Montaggio e Colonna sonora originale, segno di un rispetto critico che crebbe insieme al successo popolare.
I protagonisti
-
Patrick Swayze è Sam Wheat, il fantasma che non si rassegna e sceglie l’amore come bussola nel caos.
-
Demi Moore è Molly Jensen, artista vulnerabile e forte, al centro emotivo di ogni svolta.
-
Whoopi Goldberg è Oda Mae Brown, medium scettica e irresistibile, motore comico e morale della storia.
-
Tony Goldwyn è Carl Bruner, l’amico traditore che mette in moto il meccanismo del thriller.
Curiosità
Zucker arrivava dal trio comico ZAZ e con Ghost firmò il suo primo film drammatico da solista, spiazzando chi si aspettava solo parodie come “L’areo più pazzo del mondo”. Whoopi Goldberg ha raccontato che fu Swayze a insistere perché venisse audizionata, una spinta decisiva verso un ruolo diventato leggendario e premiato con l’Oscar.
Il momento al tornio, tra mani sporche d’argilla e sguardi sospesi, è entrato nella storia del cinema ed è stato citato e parodiato ovunque, da Una pallottola spuntata 2½ a Wallace & Gromit, diventando un’icona immediatamente riconoscibile degli anni 90. È la perfetta sintesi della grammatica del film: eros, malinconia e il sogno di un contatto impossibile che per qualche istante diventa reale.
Unchained Melody
Unchained Melody dei Righteous Brothers, già incisa nel 1965, tornò in classifica trainata dal film, raggiungendo il numero 1 nel Regno Unito per quattro settimane e toccando la top 20 americana in due versioni contemporaneamente nel 1990. La canzone legò per sempre il proprio timbro a Ghost, diventando un ponte emotivo che ancora oggi riattiva in pochi secondi il ricordo del film.
Nel 1991 fu il titolo più noleggiato negli Stati Uniti e macinò record anche in LaserDisc, a testimonianza di quanto il passaparola domestico avesse trasformato un “sleeper hit” in un rito collettivo da salotto. Per chi è cresciuto tra VHS e videoteche, Ghost era il nastro che non tornava mai sullo scaffale: sempre prenotato, sempre desiderato.
Oltre al successo teatrale e alle riedizioni, il film ha generato un musical e un remake giapponese, aggiornando la sua parabola sentimentale per nuovi pubblici senza perdere il nucleo romantico e soprannaturale. Ancora oggi è citato come uno dei titoli più “rivedibili” della sua epoca, capace di far convivere lacrime, brividi e sorriso nella stessa, inconfondibile, scena al tornio.
