Negli anni ’90 il mondo dei videogiochi stava cambiando a una velocità vertiginosa. Console sempre più potenti, grafica tridimensionale che iniziava a spopolare e un pizzico di follia tecnologica spinsero le grandi aziende a spingersi oltre i limiti del possibile. E Nintendo? La regina delle console portatili decise di lanciare qualcosa di davvero fuori dal comune: il Virtual Boy.
Cos’era davvero il Virtual Boy?
Presentato come la prima console capace di offrire vere immagini 3D stereoscopiche, il Virtual Boy non era né una console tradizionale né un semplice dispositivo portatile. Era più simile a una visiera isolante che ti catapultava in mondi virtuali — almeno sulla carta.
Con una CPU NEC a 32 bit, un display monocromatico rosso e nero e un supporto da tavolo, il Virtual Boy prometteva un’esperienza di gioco nuova e immersiva grazie all’effetto 3D ottenuto con un trucco di parallasse.
Lancio e… triste destino
La console debuttò in Giappone il 21 luglio 1995 e in Nord America il 14 agosto dello stesso anno, con titoli come Mario’s Tennis, Red Alarm e Galactic Pinball tra i primi giochi disponibili.
Nonostante le ambizioni, però, il Virtual Boy si rivelò un fallimento clamoroso:
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la grafica monocromatica e l’effetto 3D, per quanto innovativi, affaticavano gli occhi e causavano nausea e mal di testa dopo poco tempo di gioco;
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il design non era poi così “portatile”, anzi era ingombrante e scomodo da usare a lungo;
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la libreria di giochi rimase piccola, con appena 22 titoli pubblicati;
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Nintendo lo ritirò dal mercato meno di un anno dopo il lancio, nel 1996.
In totale vennero vendute solo circa 770.000 unità, cifra che lo rese la console Nintendo meno venduta di sempre — anche meno della Wii U!
Il curioso culto di un flop
Nonostante tutti gli aspetti negativi, o forse proprio grazie a loro, il Virtual Boy è diventato un oggetto da collezione per appassionati di retro gaming. La sua storia breve ma intensa, la tecnologia “sperimentale” e il design unico lo hanno trasformato in una specie di mito tra gli amanti dei videogiochi anni ’90.
E ora, oltre trent’anni dopo il suo lancio, Nintendo ha deciso di riscattare il suo caro, vecchio Virtual Boy. A partire dal 17 febbraio 2026, i giochi della console stanno tornando sulla moderna Nintendo Switch e Nintendo Switch 2 all’interno della selezione Nintendo Classics.
Il ritorno su Switch nel 2026
Per giocare ai titoli originali sarà necessario un accessorio speciale che riproduce la forma del Virtual Boy: una custodia/visore in stile retro dove inserire la Switch. Ne esiste anche una versione economica in cartone, in puro spirito anni ’90 da Nintendo Labo — un tocco di follia nostalgica che non può mancare!
Tra i giochi disponibili ci sono classici come Mario’s Tennis, Virtual Boy Wario Land, 3-D Tetris e Galactic Pinball, con titoli rilasciati gradualmente per gli abbonati al servizio Nintendo Switch Online + Expansion Pack.
Per chi ha vissuto gli anni ’90, il Virtual Boy è più di una console: è un simbolo di sogno tecnologico spinto un po’ troppo oltre. Era troppo avanti? Troppo strano? O semplicemente troppo diverso? Qualunque sia la risposta, il suo ritorno su Switch è un’occasione perfetta per riscoprire un pezzo curioso della storia videoludica — tra nostalgia, stranezza e oro retrò.
Link ufficiale:
https://store.nintendo.it/it/virtual-boy-per-nintendo-switch-2nintendo-switch-000000000010015881




