È difficile pensare agli anni ’90 senza evocare quel ragazzone con i jeans larghi e l’espressione sognante che ci insegnava a ”piangere guardando l’orizzonte”. Sì, stiamo parlando di James Van Der Beek, l’attore che ha definito per una generazione cosa significasse essere teenager negli schermi di fine millennio. Purtroppo, l’attore è scomparso all’età di 48 anni dopo una lunga battaglia con un tumore al colon-retto, combattuta con coraggio e condivisa con trasparenza fino alla fine.
Dawson’s Creek: quando tutto è iniziato
Nel 1998, Dawson’s Creek debuttò e subito divenne uno dei teen drama più amati della TV mondiale. James interpretava Dawson Leery, il sognatore aspirante regista innamorato della vita, della sua città immaginaria di Capeside e… spesso confuso dai propri sentimenti.
La serie — trasmessa fino al 2003 — era un ritmo di dialoghi intensi, primi amori, lacrime, spiagge notturne e playlist che avremmo voluto nella nostra camera da letto. Quel Dawson idealista, con la camicia anni ’90 e lo sguardo fisso sull’oceano, è rimasto nell’immaginario collettivo di chiunque sia cresciuto con le prime TV a schermo piatto.
La filmografia: più di un volto
Ma James non è stato solo Dawson. La sua carriera spaziava tra cinema e serie TV, ne citiamo alcuni:
Angus (1995) – il suo debutto sul grande schermo.
Varsity Blues (1999) – cult sul football liceale che lo consacrò come icona teen.
CSI: Cyber – ruolo drammatico nella serie crime.
Don’t Trust the B—- in Apartment 23 – dove si prese gioco del “sé stesso da sex symbol”.
Partecipazioni memorabili in video musicali e cameo comici, incluso un ruolo autoironico nei Funny or Die sketch.
Negli ultimi anni ha anche partecipato a reality show e apparizioni speciali che hanno mostrato il suo lato ironico, auto-consapevole e sempre pronto a prendersi in giro.
“The Crying Dawson” e i meme che lo hanno reso immortale
Ah, i meme. Prima di TikTok e Reels, Internet dei modem 56k era già pieno di gif e clip virali. E nessuno è rimasto immune al famoso “ugly cry” di Dawson: un’espressione così intensa che veniva riutilizzata in ogni conversazione online per commentare qualsiasi emozione… anche quando si rompeva solo un’unghia.
Quel momento è diventato un simbolo della cultura meme pre-social media come la conosciamo oggi. Jerry Maguire aveva il “You had me at hello”, Dawson’s Creek aveva il “crying face” — e noi avevamo un’immagine con cui ridere e commuoverci allo stesso tempo.

Oltre lo schermo
James non è stato solo un personaggio televisivo: nella vita reale era un papà di sei figli e un marito amorevole.
Negli ultimi anni aveva condiviso con i fan la sua battaglia contro il cancro con autenticità, dignità e una profonda riflessione sul valore del tempo e delle relazioni umane.
Per molti di noi cresciuti con i telefoni senza fotocamera o con playlist su cassette mixate a mano, James Van Der Beek non era solo un attore: era parte della colonna sonora della nostra adolescenza.
Ci ha fatto ridere, piangere, tifare per il quarterback della squadra di Varsity e poi per quel regista sognatore sulla spiaggia. I suoi ruoli — e quel piccolo grande meme del suo pianto — resteranno scolpiti nei nostri archivi mentali come la migliore nostalgia anni ’90.




